Vai al contenuto
Home » 🗒 Il Blog di IterPopuli » La differenza tra turismo e viaggio: perdersi negli altri per ritrovarsi diversi

La differenza tra turismo e viaggio: perdersi negli altri per ritrovarsi diversi

Spread the love

La differenza tra turismo e viaggio: Perdersi negli altri per ritrovarsi diversi

La differenza tra turismo e viaggio: Perdersi negli altri per ritrovarsi diversi

Esploriamo come il turismo di massa o occidentalista limiti la nostra prospettiva del mondo e come un viaggio consapevole possa trasformarci.

L’idea centrale che potremmo esprimere è la seguente: “Il turismo è associato alle vacanze, mentre il viaggio è correlato alla consapevolezza”. Questa affermazione sottolinea la differenza tra un approccio superficiale e consumistico al viaggio e un approccio più profondo.

Nel contesto del turismo, cerchiamo una semplice evasione dalla nostra routine quotidiana, concentrandoci sulla prenotazione di voli, hotel e visite alle maggiori attrazioni turistiche. Il turismo è incentrato sul soddisfare i desideri e i bisogni personali, privilegiando l’aspetto consumistico dell’esperienza.

D’altro canto, il viaggio è associato a un’esperienza più significativa e trasformativa. Implica un approccio consapevole, in cui ci immergiamo nella cultura e nelle esperienze degli altri, sviluppando una maggiore comprensione del mondo che ci circonda. Il viaggio consapevole ci spinge a uscire dalla nostra zona di comfort e a esplorare luoghi e realtà diverse, aprendoci a nuove prospettive e stimolando la nostra crescita personale.

Quindi, mentre il turismo può essere un modo piacevole per trascorrere una vacanza, il viaggio consapevole è un percorso che ci porta verso una maggiore consapevolezza di noi stessi, delle altre culture e del mondo in generale.

Ci immergiamo nella cultura degli altri, ci lasciamo coinvolgere dalle loro esperienze e ritorniamo a casa con una visione del mondo completamente trasformata.

Il turismo come esperienza occidentale

Quando andiamo all’estero e affrontiamo un’evasione turistica, ci muoviamo generalmente in strutture ricettive che creano una sorta di “bolla” occidentale (es. tutti i resort di lusso dell’Africa settentrionale). Il personale parla un inglese approssimativo, simile al nostro, e ci accoglie con familiarità perché sanno cosa ci aspettiamo e sanno cosa vogliamo. In questo modo non facciamo altro che confermare la nostra visione del mondo, senza aprirci alle differenze culturali che potrebbero esistere.

Il viaggio consapevole

Il viaggio consapevole, al contrario, è l’opposto del turismo di massa. È l’esperienza di perdersi negli altri, di rischiare e tornare diversi, se non completamente trasformati. Nel viaggio consapevole non ci aspettiamo di trovare il mondo identico a noi stessi, ma siamo aperti a scoprire nuove culture, tradizioni e modi di pensare. Il viaggiatore desidera tornare a casa diverso.

La prospettiva del non ritorno

Un aspetto importante del viaggio consapevole è la prospettiva del “non ritorno”. Nel turismo, torniamo sempre a casa e nulla cambia dentro di noi. È solo un’esperienza temporanea. Ma nel viaggio consapevole, ci apriamo all’idea di tornare diversi da come siamo partiti. Non significa che dobbiamo lasciare la nostra vita precedente, ma possiamo portare con noi le esperienze e le conoscenze acquisite durante il viaggio per crescere come individui. In qualche modo, una parte di noi rimane nel luogo che abbiamo visitato.

La differenza nello studio degli altri

Nel turismo, le culture vengono osservate superficialmente e giudicate attraverso la prospettiva occidentale, se viaggiamo all’estero; italiana, se viaggiamo in Europa; o regionale, se ci spostiamo da nord a sud o viceversa. Nel viaggio consapevole, invece, ci immergiamo nelle culture, impariamo dalle persone che incontriamo e ci apriamo alle sfumature e alle diversità che esistono nel mondo.

In breve

Mentre il turismo di massa ci offre una pausa dalla nostra routine quotidiana, il viaggio autentico ci offre l’opportunità di aprirci al mondo e di ritornare a casa trasformati.

Non dobbiamo temere di lasciare la nostra zona di comfort e avventurarci nel viaggio autentico. È solo attraverso l’incontro con gli altri che possiamo imparare, crescere e arricchire la nostra visione del mondo.

Obiettivo: perdersi negli altri e ritrovarsi diversi.

    Ti è piaciuto quello che hai letto?

    Se hai voglia, inviaci suggerimenti su come migliorare questo contenuto utilizzando la casella di testo.

    Logo IterPopuli

    Commenti