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Perché dovresti visitare la Centrale Montemartini di Roma?

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Perché dovresti visitare la Centrale Montemartini di Roma?

Centrale Montemartini

Nel 1912 venne inaugurata la Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini

Una centrale che contribuì all’industrializzazione dell’area dell’Ostiense, in quel momento pullulante di fabbriche e opifici, nelle vicinanze del Tevere che garantiva l’approvvigionamento idrico.

Negli anni ’80 la centrale cadde in disuso poiché le macchine esaurirono il loro ciclo produttivo e vennero abbandonate e dimenticate, fino agli anni ‘90.

Negli anni ’90 si decise di utilizzare gli spazi per la realizzazione di un Centro Multimediale che prevedeva l’esposizione e l’apertura al pubblico delle Sale Macchine e della Sale Caldaie.

Per la prima volta ci si pose il problema della salvaguardia di questo “patrimonio culturale industriale”, che fino a quel momento era stato del tutto ignorato sia dalla popolazione che dagli addetti ai lavori.

In negli stessi anni, si avviavano i lavori di ristrutturazione dei Musei Capitolini.

La Centrale Montemartini di Roma?

La volontà di non sottrarre al pubblico un’enorme quantità di opere monumentali, sculture e pitture, indusse i gestori del museo la realizzazione di un allestimento temporaneo.

Questo doveva avere come obiettivo quello di raccontare la storia e l’arte di Roma Antica attraverso i reperti archeologici rinvenuti durante gli anni di scavo dell’Ottocento e del Novecento.

Come si pensò di raccontare la storia e l’arte di Roma antica?

Attraverso il riassemblaggio di importanti complessi monumentali ( frammenti di templi con scultura annessa) che fino a quel momento erano stati esposti solo occasionalmente.

Pertanto, nel 1995 l’ACEA (ex centrale) strinse una collaborazione con il Comune di Roma che prevedeva l’organizzazione di una mostra temporanea all’interno dell’antica centrale.

Tuttavia, da sistemazione temporanea si passò ad una sistemazione permanente.

Infatti, nel 1997, l’ex centrale divenne di fatto la seconda sede museale dei Musei Capitolini, inaugurata con una mostra che prese il nome di “Macchina e dei”.

Un chiaro riferimento al singolare accostamento tra l’antico e il contemporaneo, l’arte antica e l’industria, tra l’archeologia classica e l’archeologia industriale.

Perché dovresti visitarla?

Perché rappresenta l’unione di due mondi diametralmente opposti: l’archeologia classica e l’archeologia industriale.

Le opere monumentali e le ricostruzioni di alcuni degli edifici antichi si pongono in contrapposizione alla maestosa bellezza delle sale della centrale.

Una sala caratterizzata dalla presenza di turbine a vapore, caldaie, grossi tubi verdi e passerelle di metallo.

In questa singolare e suggestiva location, la centrale e la scultura antica interagiscono senza snaturarsi a vicenda, catturando inevitabilmente l’attenzione di chi osserva.

Barbara


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