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Gianfranco Becchina: il mercante d’arte con presunti legami mafiosi

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Gianfranco Becchina: il mercante d’arte con presunti legami mafiosi

Gianfranco Becchina, un mercante d’arte originario di Castelvetrano, Sicilia, è emerso come figura controversa nel mondo del commercio delle antichità. La sua storia è intrecciata con sospetti legami con la mafia e la famiglia Messina Denaro, una delle organizzazioni criminali più potenti in Italia.

Un passato travagliato

Gianfranco Becchina è entrato nel commercio delle antichità dopo essere stato esiliato dalla sua famiglia in Sardegna a 17 anni. Ha fondato un’azienda con suo fratello, ma il fallimento dell’azienda lo ha coinvolto in una situazione complicata.

Il sospetto traffico di reperti archeologici

Le indagini hanno suggerito che Becchina abbia accumulato una considerevole ricchezza attraverso il traffico internazionale di reperti archeologici. Reperti provenienti da scavi clandestini in Italia venivano illegalmente esportati in Svizzera e immessi nel mercato globale con la presunta complicità di direttori di musei stranieri.

Presunti legami con la mafia

Le indagini hanno rivelato possibili legami tra Becchina e la mafia, in particolare con la famiglia Messina Denaro. Benché egli abbia costantemente negato tali connessioni, testimonianze di pentiti sembrano suggerire che potesse aver fornito supporto finanziario a membri affiliati alla cosca.

Il furto del Satiro Danzante

È stato menzionato il furto del celebre Satiro Danzante di Mazara del Vallo.

Secondo le testimonianze di un pentito, la mafia avrebbe tentato di venderlo sul mercato nero tramite canali svizzeri collegati a Messina Denaro. Tuttavia, non esistono prove concrete che collegano Becchina a questo furto.

Una conclusione controversa

Nonostante le indagini abbiano portato al sequestro di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro, Becchina non è mai stato giudicato colpevole di reati legati alla mafia. La sua vicenda mette in luce l’importanza della lotta contro il traffico illecito di reperti archeologici e sottolinea la necessità di indagini approfondite per preservare il patrimonio culturale delle nazioni.

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