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Dioniso, il dio degli eccessi

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Dioniso, il dio degli eccessi

Dioniso rappresenta l’energia della natura che garantisce ai frutti della terra la loro completa maturazione; è il dio del vino e della viticoltura. 

Agli occhi degli esseri umani era una figura molto positiva.

Ma l’energia luminosa della stagione estiva, con i suoi profumi e i suoi frutti dolcissimi, si arresta nella stagione più buia, l’inverno.

Nell’immaginario comune durante la stagione invernale Dioniso doveva presentarsi proprio in uno stato di sofferenza totale.

I miti che ruotano attorno a questo dio sono numerosi. Vediamone uno insieme.

In un mito si narrava che Dioniso fosse il figlio di Zeus e la tebana Semele.

Hera – la moglie di Zeus – quando scoprì che il marito l’aveva tradita con una mortale, presa dalla gelosia, pensò a come potersene liberare.

Furbamente Hera incoraggiò Semele (già incinta di Dioniso) a chiedere a Zeus di mostrarsi in tutta la sua potenza.

Zeus esaudì immediatamente la sua richiesta – eh, figuriamoci – e si presentò tra potentissimi fulmini che, però, sfortunatamente, avvolsero Semele nelle fiamme e la ridussero in cenere.

Tuttavia, il feto del piccolo Dioniso venne messo in salvo dallo stesso Zeus che dopo essersi squarciato una coscia, inserì il feto all’interno e la ricucì, portando così avanti la gestazione del figlio fino al parto.

Non appena nato, Zeus affidò il piccolo Dioniso alle Ninfe con l’incarico di allevarlo.

Il giovane dio crebbe quasi nella solitudine dei boschi insieme al suo educatore Sileno e si dedicò alla coltivazione della vite e alla degustazione del succo che da essa fuoriusciva.

Incoronato di alloro ed edera, Dioniso viaggiò in lungo e in largo insieme al suo eclettico corteo formato da ninfe, satiri e altre creature dei boschi.

Sarcofago con corteo di Bacco

Erano un’allegra e rumorosa comitiva.

Grazie alle sue peregrinazioni, la cultura del vino si espanse in tutte le regioni; inoltre, egli insegnò i benefici dell’attività agricola e i segreti di una prospera coltivazione della terra.

Per questa ragione, Dioniso ha anche la valenza di civilizzatore, come del resto anche Demetra.

Leggenda orfica

Secondo una leggenda orfica, invece, Dioniso non sarebbe nato da Zeus e Semele bensì da Zeus e Kore.

Anche in questo caso è presente Era, la quale venne a sapere che Dioniso era destinato a sostituire il padre degli dèi (Zeus).

Pertanto, non volendo accettare la decisione di Zeus, la dea organizzò l’aggressione del piccolo Dioniso, commissionando l’operazione ai Titani.

Il bambino fu sorpreso mentre si divertiva con i suoi giocattoli che lo catturarono e, successivamente, lo smembrarono e lo divisero in sette parti, le quali vennero poi gettate all’interno di un grande calderone di bronzo.

Dopo la cottura, la carne del corpicino del piccolo Dioniso venne arrostita e successivamente divorata dai Titani.

Il profumo della carne cotta era evidentemente molto forte e invitante, tanto da attirare persino Zeus il quale, però, quando si accorse che la carne arrostita in realtà era quella del figlio, scagliò un fulmine talmente potente da cacciare i Titani nell’oltretomba.

Dal fulmine scagliato da Zeus contro i Titani si generò una forma di cenere, che nel contesto religioso orfico viene considerata la sostanza con cui sono fatti gli uomini.

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    1 commento su “Dioniso, il dio degli eccessi”

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