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Gotico francese e gotico italiano: qual è la differenza? Quando l’architettura diventa lo specchio della politica.

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Gotico francese e gotico italiano: qual è la differenza? Quando l’architettura diventa lo specchio della politica.

Hai mai notato come le chiese italiane si distinguano straordinariamente l’una dall’altra, mentre quelle francesi seguono uno schema molto simile? Questa disparità non è un caso, ma riflette le radici profonde della politica e della committenza dell’epoca.

L’Architettura come Espressione Politica

Nel corso del XII e XIII secolo, l’Italia fu testimone dello sviluppo di un’architettura gotica unica, nota come gotico italiano, che si discostò nettamente da quello francese. Questa differenza sorprendente è strettamente legata al contesto politico e ai committenti di riferimento.

Le “Notre Dame” Francesi: Riflessi della Monarchia

Le maestose cattedrali francesi, le “Notre Dame,” rappresentano l’immagine dei committenti medievali di Francia: i monarchi. Le cattedrali, anche se simili, portano con sé un elemento distintivo – la “galerie de roi” (galleria del re), un’elemento spesso presente nelle facciate, che funge da firma del committente. Questa galleria è un omaggio visivo ai re che hanno desiderato la loro costruzione.

Galerie de roi. Notre Dame. Parigi.

L’Italia: Territorio, Aristocrazie e Comuni

Differentemente dalla Francia, l’Italia non aveva un monarca centrale, ma era frammentata in diverse città-stato, ciascuna con le proprie grandi casate aristocratiche e i nascenti comuni. L’architettura religiosa italiana rifletteva dunque questa diversità di committenza. Le famiglie aristocratiche italiane, finanziando le chiese, cercavano di creare opere uniche e mai viste prima. L’obiettivo era distinguersi, e ciò si riflette chiaramente nell’eterogeneità delle chiese italiane.

Una Nuova Visione dell’Architettura

Un fenomeno affascinante è scaturito da questa situazione: l’inversione del potere di scelta. Mentre in Francia, la scelta architettonica era dettata dal monarca, in Italia era l’artista a detenere tale potere.

L’artista italiano del periodo è caratterizzato da un’attitudine unica: giunto in Francia, assimila e incorpora gli aspetti architettonici che presentano funzionalità, replicabilità, praticità ed efficienza. Ciò che segue è un processo di adattamento, poiché gli elementi “francesi” che costituiscono le imponenti strutture delle cattedrali oltre le Alpi diventano una sorta di repertorio a disposizione dell’artista italiano.

Questo repertorio funge da risorsa da cui attingere a seconda delle necessità artistiche, ma allo stesso tempo è soggetto a una completa rivisitazione creativa in base all’estro dell’artista. Questa trasformazione va oltre un semplice atto di imitazione: gli elementi architettonici francesi vengono reinventati e infusi con l’unicità dell’artista italiano. Questo processo si traduce in opere che combinano elementi strutturali familiari con una nuova espressione creativa.

Ciò che emerge è l’individualità dell’artista italiano, la cui firma è quasi sempre chiaramente tracciabile mediante le fonti letterarie e non solo; ciò è un segno tangibile della sua presenza e della sua influenza.

Gli artisti francesi, al contrario, che hanno contribuito all’edificazione di edifici di culto come le cattedrale spesso sono avvolti nel silenzio, la cui identità è rimasta sfuggente e sconosciuta.

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