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L’altare storto del tempio D di Selinunte

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L’altare storto del tempio D di Selinunte

Dì la verità, quelle in foto sembrano solo pietre informi vero?

Osserva il rettangolo verde e il rettangolo rosso…

Bene, sono rispettivamente il tempio D e il suo (un po’ storto) altare nel santuario urbano di Selinunte.

Andiamo per ordine.

Un tempio greco aveva (quasi) sempre un altare sul quale venivano celebrati dei sacrifici alla divinità.

Intorno al 550 a.C. a Selinunte viene costruito il tempio D, vicino al tempio C.

Come mai l’altare del  tempio C è perfettamente allineato mentre quello del tempio D è tutto storto?

L’altare del tempio C è stato costruito simultaneamente al tempio C, mentre quello del tempio D si trovava in quella posizione ben prima della costruzione del tempio D.

Di conseguenza il tempio – che non aveva molto spazio a disposizione all’interno del recinto sacro – ha dovuto posizionarsi proprio lì, stretto stretto, tra il muro del recinto sacro e l’altare obliquo.

La singolare posizione dell’altare ha stimolato la mente degli archeologi.

Alcuni hanno ipotizzato che l’attuale tempio D avesse un predecessore evidentemente più piccolo e che quindi l’altare appartenesse a lui.  

Altri però si sono chiesti: “ma se l’attuale tempio D aveva un predecessore, perché quando si decise di costruire il nuovo tempio D non si demolì anche l’antico altare per costruirne uno nuovo?”

Domanda legittima e interessante!

Evidentemente l’altare non poteva essere spostato o demolito per qualche motivazione che ha impedito l’allineamento del tempio con l’altare.

Or dunque, quali sono queste motivazioni? Perché si sentiva il bisogno di mantenere e “preservare” l’antico altare nella stessa posizione, tanto da portare ad un adattamento forzoso nella struttura architettonica del nuovo tempio?

Perché l’altare del tempio D in realtà era il sacello sacro più antico di Selinunte costruito durante la prima fase della città (VII secolo a.C.).

Capisci perché non poteva essere toccato?

L’altare obliquo agli occhi dei Selinuntini aveva un profondissimo valore identitario legato alla divinità titolare.

In generale, le divinità greche che trovano posto nei santuari urbani delle poleis greche sono Apollo e Atena.

Sappiamo con una certa sicurezza che il tempio C fu dedicato ad Apollo, quindi (forse) l’intoccabile altare obliquo fu dedicato proprio alla dea Atena.

Ultimo dettaglio: lo scalino del tempio D e lo scalino dell’altare obliquo si intersecano cioè condividono una lingua di spazio.

Il gradino di fondazione del tempio D copre il gradino dell’altare e questa sovrapposizione è ancora lì, a distanza di 1500 anni, ed è ben osservabile.

2 commenti su “L’altare storto del tempio D di Selinunte”

  1. Pingback: Il tempio di Apollo a Ortigia (Siracusa) - IterPopuli

  2. Pingback: I RESTAURI DEL TEMPIO C DI SELINUNTE - IterPopuli

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