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A che serve visitare il parco archeologico  di Selinunte nel XXI secolo?

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A che serve visitare il parco archeologico  di Selinunte nel XXI secolo?

A che serve visitare il parco archeologico  di Selinunte nel XXI secolo?

A comprendere l’altro, a essere più tolleranti e flessibili nei confronti della diversità.

So già a cosa stai pensando: un parco archeologico? Quelle quattro pietre aggredite dal vento da più di mille anni?

A che serve visitare il parco archeologico  di Selinunte nel XXI secolo?

Ebbene, è proprio così.

Quando parliamo di Selinunte non possiamo limitarci a presentarla come una semplice colonia greca, perché fu più di questo.

Quando i coloni greci giunsero sull’altopiano, che in seguito avrebbe ospitato la nuova città, entrarono in contatto con numerose comunità che abitavano l’area circostante.

C’erano i Cartaginesi, i Fenici, gli Elimi, i Sicani, i Siculi.

Ecco da dove dovremmo iniziare a raccontare la storia della città: dall’incontro di questi popoli. 

I Greci non considerarono le popolazioni locali come nemici da combattere o da “scacciare”, ma come una preziosa opportunità per lo sviluppo della città.

In effetti, già dalla seconda generazione di coloni, venne costruito il primo santuario extraurbano dedicato a Demetra Malophoros, la custode del ciclo della vita, della natura e della donna.

Furono proprio le donne a svolgere un ruolo cruciale all’interno della nuova società: erano le mediatrici e le garanti della stabilità tra il mondo urbano greco e quello rurale indigeno.

Questi due mondi si incontrarono e si intrecciarono indissolubilmente.

Ma i Selinuntini intrecciarono relazioni significative anche con i Cartaginesi con i quali intrapresero attività e proficui scambi commerciali.

Questi scambi favorirono un rapido rafforzamento delle relazioni, trasformando Selinunte in una colonia greca multietnica caratterizzata da una grande diversità culturale.

L’aumento della popolazione (greca e non greca) a Selinunte sconvolse, anche se non subito, gli equilibri interni, causando profonde tensioni e conflitti violenti, tra i vari gruppi sociali.

Un modo attraverso il quale tali tensioni si manifestarono fu l’utilizzo diffuso delle cosiddette “defixiones”, ovvero maledizioni incise su tavolette di piombo, utilizzate per augurare una lunga malattia o la morte dolorosa al destinatario.

A che serve visitare il parco archeologico  di Selinunte nel XXI secolo?

L’analisi dei nomi dei destinatari delle defixiones ha rivelato un fatto davvero sorprendente.

C’erano nomi di persone greche ma anche sicule, puniche e italiche, di OGNI livello sociale.

Cosa succedeva? A causa della diffusione dell’odio e del risentimento, si creava una condizione di impurità intorno agli autori delle defixiones e alle loro famiglie, rendendo necessario un intervento immediato per risolvere tale situazione.

Come?

Si seguivano precise indicazioni che portavano alla purificazione e all’allontanamento di quegli spiriti maligni sprigionati nel momento in cui l’autore incideva la tavoletta.

Ed è qui che entra in gioco Zeus Meilichios, una divinità purificatrice e portatrice di stabilità che aveva un bel recinto sacro accanto al santuario di Demetra Malophoros.

Nei pressi del recinto fu posto un documento importantissimo: la Lex Sacra, una legge anch’essa incisa su piombo che prescriveva un rituale di purificazione al fine di ripristinare la pace e l’armonia tra i cittadini, indipendentemente dalle loro origini.

Stiamo parlando di un testo il cui obiettivo principale era quello di sciogliere le impurità, risolvere i conflitti e ripristinare i rapporti, non di escludere o emarginare intere fasce di popolazione.

A che serve visitare il parco archeologico  di Selinunte nel XXI secolo?
Ricostruzione del leggio della Lex Sacra nell’area di Zeus Meilichios.

Non si trattava di un testo che metteva alcuni cittadini con le spalle al muro privilegiando altri.

In realtà, si trattava di un testo che offriva l’opportunità a coloro che avevano commesso errori di ripararli, di superare l’ostilità e l’odio, e di essere reintegrati nella comunità per partecipare attivamente alla vita pubblica della polis.

Hai capito la prospettiva adottata?

Questa è solo una delle tante lezioni che possiamo imparare dalla storia di Selinunte!

Storie come questa ci servono per capire che guardare indietro può aiutarci non solo a comprendere il presente, ma anche a osservare le cose da una prospettiva diversa.

Selinunte rappresenta per noi oggi un’opportunità di crescita eccezionale e ci insegna che, nonostante il contesto e il modello di città siano lontani da quelli attuali, l’incontro e il dialogo tra culture diverse rappresentano uno degli aspetti su cui dovremmo riflettere molto, oggi più che mai.

Ecco a che serve visitare il Parco Archeologico di Selinunte nel XXI secolo, ma con la Guida di Viaggio IterPopuli naturalmente…

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